Consigliere indipendente

Al tavolo serve qualcuno
che non stia vendendo niente.

Oggi quasi ogni decisione importante di un consiglio ha dentro una componente di rischio informatico: un'acquisizione, un fornitore critico, una piattaforma di intelligenza artificiale, una dichiarazione al mercato. Quasi mai, attorno a quel tavolo, c'è qualcuno che sappia leggerla senza avere un interesse.

La nomina arriva come esperto di sicurezza a supporto dell'amministratore delegato, in consiglio, in comitato rischi o in advisory board. Non è formazione: è una posizione, e quando serve viene messa per iscritto, perché resti agli atti.

Su questi temi la responsabilità non è più della funzione informatica. Ha un nome, un cognome e una firma.

Dal 1995
Trent'anni sul mestiere
Primo software in edicola
Brevetti
Concessi da USPTO ed EPO
Effetto unitario in 17 Paesi
Istituzioni
Commissione Europea
European Defence Agency
Capitale
Co-fondatore di CyberGrant
Già managing partner di un fondo
Perché adesso

Il rischio informatico ha smesso di essere una voce di spesa ed è diventato una responsabilità di chi amministra.

Non è una previsione: è già successo, ed è il motivo per cui negli ultimi anni i consigli hanno cominciato a cercare al proprio interno una competenza che prima compravano fuori.

Responsabilità personale

La firma è vostra

GDPR, NIS2, DORA e AI Act spostano l'obbligo sull'organo amministrativo. Non basta più aver delegato: il consiglio deve poter dimostrare di aver deciso sapendo di che cosa stava decidendo.

Davanti a un'autorità o a un contenzioso, quello che conta è ciò che risulta a verbale.

Decisioni irreversibili

Si scrive a bilancio

Un'acquisizione, un fornitore critico, una migrazione, l'adozione di strumenti di intelligenza artificiale. Scelte che pesano quanto una voce di bilancio e che non si riavvolgono.

Chi le porta in consiglio, quasi sempre, ha un interesse a che vengano approvate. La voce che serve al tavolo è l'unica che non ce l'ha.

Orizzonte lungo

Dieci anni, non dodici mesi

Un consiglio ragiona su piani pluriennali. Le protezioni che approva vengono quasi sempre comprate con un orizzonte di dodici mesi, e le due cose non coincidono.

La domanda da portare al tavolo non è se il dato sia protetto oggi, ma se lo sarà ancora quando quel piano arriverà a scadenza. Perché oggi la risposta è quasi sempre no →

Voce indipendente

Nessun prodotto da collocare

Un consulente che vende software non può dire a un consiglio che il problema non si risolve comprando software. Chi non lo vende può, e a volte è esattamente la risposta giusta.

È la ragione della chiamata, ed è la sola cosa che renda utile quella presenza al tavolo.

Il mandato

Un anno di consiglio,
in quattro momenti.

Che cosa succede una volta nominato
01

Insediamento. Si comincia da quello che il consiglio ha già e che nessuno ha mai messo in fila: contratti con i fornitori critici, esiti degli audit, polizze, piano di continuità. Nelle prime settimane il consiglio riceve una pagina sola.

02

Le sedute. Presenza in consiglio o in comitato rischi. Sui punti con una componente informatica la posizione si prende prima del voto, e va a verbale.

03

Fra una seduta e l'altra. Un fornitore da scegliere, una due diligence, uno strumento di intelligenza artificiale da autorizzare. Le decisioni vere raramente aspettano il calendario: in quei giorni la reperibilità fa parte dell'incarico.

04

L'incidente. Quando succede, il consiglio deve sapere entro due ore che cosa dire all'autorità, ai clienti e al mercato. È la parte che si prepara prima, e che non si improvvisa da dietro una scrivania.

Al tavolo

Le domande che arrivano al tavolo.

Sono quasi sempre queste. E quasi mai sono domande tecniche.

  • Questo fornitore sa fare quello che dichiara, o lo dichiara soltanto?
  • Se firmiamo questa dichiarazione, siamo in grado di dimostrarla?
  • Che cosa succede ai nostri dati se il fornitore viene violato domani?
  • Possiamo autorizzare questo strumento di intelligenza artificiale, e a quali condizioni?
  • Il piano che ci hanno presentato copre il rischio, o copre il budget di chi lo ha scritto?
  • Quello che oggi è protetto lo sarà ancora fra dieci anni?
  • In caso di ispezione, la protezione è dimostrabile o soltanto dichiarata?
  • Se domani esce qualcosa, chi parla, quando, e con quali parole?
Formati d'incarico

Tre modi di sedersi.

A

Consigliere indipendente

Nomina formale in consiglio di amministrazione, per la durata del mandato. È la forma che dà al parere il peso di un voto, e al consiglio la possibilità di dimostrare che quella competenza al tavolo c'era.

  • Partecipazione alle sedute
  • Posizione a verbale sui punti di competenza
  • Reperibilità fra una seduta e l'altra
B

Comitato rischi e advisory board

Presenza a calendario senza responsabilità di amministrazione. È la forma più frequente nei gruppi che hanno già un consiglio completo e vogliono l'istruttoria, non un altro voto.

  • Istruttoria sui punti tecnologici prima del consiglio
  • Seconda opinione su fornitori, piani e investimenti
  • Simulazioni di crisi per l'organo amministrativo
C

Incarico a termine

Affiancamento su una sola decisione: un'acquisizione, un fornitore critico, l'adozione dell'intelligenza artificiale, un incidente in corso. Comincia e finisce.

  • Durata definita in partenza
  • Un documento consegnato al consiglio
  • Presenza in seduta quando serve difenderlo

Gli incarichi accettati sono pochi ogni anno e uno solo per settore: mai due tavoli in concorrenza. La condizione è posta prima della nomina, non dopo. Sulle nomine i tempi sono lunghi, e i comitati nomine guardano i profili con mesi di anticipo.

Dichiarazione di interessi

Sono co-fondatore e direttore tecnico di CyberGrant, e i brevetti che trova nel registro sono miei. Quando siedo in un consiglio la mia tecnologia non è fra le opzioni e non lo diventa: se una valutazione dovesse arrivare lì, mi astengo e chiedo che l'astensione risulti a verbale. È la sola condizione che pongo prima di accettare un incarico, e la pongo io.

Valerio Pastore

Se il vostro consiglio sta per aprire una posizione, o se una decisione è già sul tavolo, mi scriva. Rispondo personalmente.

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