Chi vive sotto i riflettori ha un problema che non si risolve alzando muri: il valore se ne va a spasso da solo. Serve una protezione che nessun prodotto commerciale garantisce, e una persona reperibile quando succede qualcosa.
Vengo nominato in consiglio come esperto di cybersicurezza a supporto del CEO, perché attorno a quel tavolo, su questi temi, spesso manca una voce indipendente. Oggi la responsabilità sulla sicurezza delle informazioni ricade personalmente sui vertici: non è più solo reputazione o denaro.
La sicurezza non è un prodotto da installare, è una cosa che le persone fanno o non fanno. Lavoro con i vertici perché smettano di delegarla e comincino a decidere. Senza slide tecniche e senza terrorismo.
Sono co-fondatore e direttore tecnico di CyberGrant e i brevetti del registro sono miei: sulla direzione tecnica sono di parte, e lo dico. Sul fornitore no: quando faccio consulenza la mia tecnologia non è fra le opzioni.
Sai qual è la cosa che quasi nessuno sa fare?Mantenere un segreto.
Il lavoro migliore che ho fatto è quello di cui non si è mai saputo niente. Questi casi sono reali, raccontati senza gli elementi che permetterebbero di risalire alle persone.
Immagini personali, vecchie di anni, erano ricomparse su decine di siti che si copiavano l'uno con l'altro. Nessun attacco: erano semplicemente lì. Ogni volta che ne toglievi una, ne spuntavano altre tre da un'altra parte. È servita pazienza, gli strumenti giusti e una regia precisa per ottenere le rimozioni, contenere la diffusione e togliere ossigeno a quei contenuti finché non hanno smesso di circolare.
Un sito pirata pubblicava tracce rubate da qualche passaggio della filiera, online prima del lancio ufficiale, con danni enormi per chi ci aveva lavorato mesi. Il lavoro è stato capire da dove usciva il materiale, fermare la diffusione e chiudere il rubinetto.
Un'ondata che sembrava avere vita propria e non accennava a fermarsi. Qui il mestiere non è alzare barriere: è capire come funziona il meccanismo, spegnere i focolai e restituire alla persona un po' di controllo su qualcosa che le è esploso addosso.